Eccomi
- ancora una volta e con grande piacere - a presentare poesie, nate nel
Campionato di Poesia Popolare della Provincia di Genova. Ed eccomi –
ancora una volta e con particolare affetto - a riflettere su come la
poesia sia un potente mezzo di coesione fra persone che si conoscono
poco o affatto. Poesia
d’estate nelle “tappe” di una gara che si sviluppa attraverso il nastro
verde, oro e azzurro delle sere nei luoghi della nostra
Provincia Poetica. Un modo come un altro per stare insieme e dirci
quanto sia importante esserci ritrovati nel nome della poesia. Perché
scrivere versi è modalità privilegiata per dirci quanto valga lasciare
una traccia per se stessi e per gli altri. Per dimostrare a se stessi e
agli altri che il mondo è ancora capace di commuoversi di fronte a
valori offuscati nella vita quotidiana dal consumismo o forse
semplicemente dalla fretta. Quella fretta che ci fa essere superficiali.
E non ricordiamo quali siano le cose importanti. Ma la poesia lo fa. E
lo fanno i poeti del nostro Campionato.
Per cui, per questa volta, abbiamo deciso, con
convinzione e passione, di raccogliere in un volume che fosse più bello
della piccola brochure degli
altri anni, le poesie che si sono distinte nel Campionato. Al prof.
Cicciarelli è toccato il difficile compito di selezionare le poesie da
pubblicare. Perché non potevamo, per motivi di spazio nel libro,
raccogliere tutto. Ora siamo arrivati finalmente al momento emozionante
in cui si vede un libro pronto. È un figlio che abbiamo coccolato e
nutrito che si stacca dai padri e dalle madri che fanno poesia con
passione. E, rileggendo la silloge che raccoglie parecchi anni di amore
per la poesia, traspare proprio tale grande affetto per le parole che
contano.
Infatti, quando presenteremo il libro e
festeggeremo e staremo insieme, ci diremo quanto sarebbe più facile
vivere in modo sereno, se solo ci ricordassimo quanto valgano certe
piccole cose. Che costano poco ma che ci danno tanto. Perché, in pochi
versi, togliamo le nuvole più scure dai nostri cieli. E le foglie morte
dai viali. E la polvere dagli oggetti e dai ricordi. Ma soprattutto
leviamo quel velo che spesso offusca i nostri occhi chiari e non ci
lascia vedere quanto luminoso sia il giorno. Anche nel dolore. Anche nei
problemi. Ma sono problemi di tutti. E gli altri – e soprattutto i poeti -
ci possono aiutare a cantare dentro di noi canzoni che vedono, anche nel
grigio del tempo, squarci di azzurro e alberi in fiore.
Questo per la nostra adesione convinta al progetto
che ha accompagnato tante nostre estati. Ma, poiché la nostra è una
Provincia Poetica, la silloge
ne prende il nome e ricorderà, ancora una volta, che, passate le parole
pronunciate nell’aria calda dell’estate, raccolti i piccoli fogli,
testimonianza del vostro lavoro di penna o di
mouse (ma soprattutto di cuore), è bello che resti un piccolo-grande
volume. Orazio diceva “exegi monumentum aere perennius”. Noi non ambiamo
a tale eternità. Ce ne basta un frammento, piccolissimo. Quello di
questo libretto che eviterà il destino citato da Dante nel XXIII Canto
del Paradiso: “così al vento ne le foglie lievi si perdea la sentenza di
Sibilla” .
Almeno per una briciola di eternità, quindi, i
nostri poeti potranno regalarci la gioia di leggere in questo volume
canti, emozioni, ricordi, parole preziose, sparsi nelle sere d’estate
della nostra Provincia Poetica.
Maria
Cristina Castellani
Assessore
alla Cultura
Provincia di
Genova
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