Michela
è una “ragazza” di trent’anni che crede ancora nelle favole.
A patto, però, che tutto vi sia grandioso, perfetto, tale da
incarnare il sogno.
Le
delusioni che hanno già costellato la sua vita non sono riuscite ad
incrinarlo, anche perché, nella realtà, i suoi punti di riferimento sono
pochi ma solidi: la sua migliore amica, sempre presente a fornirle
coraggio ed affetto, e la sua famiglia, un po’ squinternata ma
deliziosamente insostituibile.
Con
piglio brioso e stile diretto, la giovane autrice ci racconta vicende
quotidiane rendendole uniche e vive, e ci propone una chiave di lettura
che apre più possibilità rispetto al classico, unidirezionale “lieto
fine”.
Nel
libro c’è una stanza, “Futura”, piena di carabattole gettate alla
rinfusa in attesa di essere – chissà quando – utilizzate: il
correlativo oggettivo, verrebbe da dire, di tutte le esperienze,
anche irrilevanti o dolorose, che tuttavia ci appartengono, fanno parte
di noi, e quindi in qualche modo, un giorno o l’altro, potrebbero venir
ripescate e trasformarsi in qualcosa di buono.
È dalla
stanza dei ricordi, dalle sue radici, che Michela potrà attingere forza,
per scoprire che alla fine potrebbe essere proprio lei, da sola, a
costruirsi un principe azzurro che conosca il suo indirizzo.

L'autore:
MARTA FARRUGGIA
nata a Genova il 14 dicembre 1989, diplomata nel 2008 al liceo
classico, è iscritta al primo anno di scienze politiche
all’università degli studi di Genova, indirizzo di giornalismo
politico economico e sociale.
Questo è il suo primo libro.
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