«In queste pagine di Don Canessa, apparentemente di
cronaca, vi è la storia, vi sono i contenuti storici della Resistenza.
Vi sono i soldati, gli operai, le donne, gli intellettuali, gli alleati
e, ovviamente, i nazisti ed i fascisti anche con i loro risvolti umani.
Vi sono soprattutto i contadini, ossia la testimonianza di uno dei più
rilevanti eventi della nostra storia: con la Resistenza per la prima
volta entrano nella vita politica con funzione attiva e spesso
determinante anche i contadini. E vi è la provincia italiana, resa
segregata e subalterna dal potere accentratore e dall’urbanesimo, che
diventa la base della insurrezione delle grandi città. E vi sono i
problemi dei rapporti con gli alleati, le posizioni che vennero più
chiaramente alla luce del sole con implicazioni politiche fondamentali,
subito dopo la liberazione. E vi è l’unità, l’unità della Resistenza che
nei nomi, nei fatti, nei principi costituisce il filo conduttore di
tutto il racconto di Don Luigi. […] Egli intitolò il suo libro “La strada era tortuosa” come per ricordarci
sempre che la strada della libertà e della pace è tortuosa. Un
ammonimento che sale oggi dalla crisi soprattutto morale, oltre che
politica, che stiamo vivendo, sfruttata cinicamente e sanguinosamente
dal nemico di sempre della libertà e del progresso».
Gelasio Adamoli
L'autore:
Don Luigi Canessa
Don Luigi Canessa era nato a Rapallo il 24 settembre 1912.
Operaio tipografo, a vent’anni entrò nel Seminario di Chiavari e, appena
ordinato sacerdote, venne mandato parroco a Cassego di Varese Ligure,
sull’Appennino al confine con l’Emilia.
Nei mesi che seguirono l’armistizio dell’8 settembre 1943, con don Bobbio e
altri parroci della zona, cooperò all’assistenza dei giovani sbandati su
quei monti e poi, con Giovanni Battista Canepa «Marzo», Giovanni
Serbandini «Bini», Severino Bianchini «Dente», i fratelli Guglielmo e
Gino Cacchioli «i Beretta», collaborò all’organizzazione dei primi
gruppi partigiani che operarono sui monti della Liguria orientale e
nelle vallate del Vara e del Taro.
Cappellano Capo della Divisione «Centocroci», svolse il suo ministero
prima nella IV Zona Operativa in Liguria e poi nella Zona Parmense
dell’Est Cisa fino alla Liberazione.
Terminata la guerra, decorato della Medaglia d’Argento al V.M., tornò a
svolgere la sua missione sacerdotale a Santa Margherita Ligure. Fu
Consigliere Nazionale dell’ANPI fino alla morte nel 1983.
Oltre a
La strada era tortuosa, vero e proprio diario dei suoi 16 mesi di
militanza attiva, che gli valsero la definizione di “prete combattente”,
si ricordano altri suoi scritti: I
parroci della Resistenza sul numero speciale di RL, Notiziario del
Consiglio Regionale della Liguria – marzo 1974 e il volume
Don Bobbio, edito nel 1965 sotto gli auspici dell’Istituto
Storico della Resistenza in Liguria, sulla figura eroica del
parroco di Valletti e Cappellano della Divisione “Coduri” fucilato a
Chiavari il 3 gennaio 1945. |