Titolo: La congiura del conte Gio. Luigi de' Fieschi  


Autore: Agostino Mascardi
Collana: Diogene
Pagine: 144
Formato: 15x21
Legatura: brossura cucita
Prezzo: € 14,00
ISBN-10: 88-95010-26-4
ISBN-13: 978-88-95010-26-7
Pubblicazione: settembre 2007
Volume fedele all'originale con illustrazioni. A cura di Cesare De Marchi.
   
   

    La congiura del conte Gio. Luigi de’ Fieschi fu pubblicata ad Anversa nel 1629 e l’anno stesso ristampata a Milano e a Venezia; l’anno seguente apparvero, in fascicoletto a parte senza numerazione di pagina, le opposizioni all’opera e la difesa dell’autore, che vennero poi aggiunte alle edizioni posteriori (Venezia 1637, Bologna 1639, Palermo 1646); traduzioni apparvero in Francia (1639) e in Spagna (1640), più tardi in Germania. Numerose ristampe si ebbero in Italia, particolarmente nell’Ottocento.

    L’autore non vi si proponeva solo di offrire «una autentica testimonianza delle cose passate», ma anche di dare «una compita azione con le sue parti», ossia una narrazione drammatica: quest’ultimo aspetto è la chiave della grande fortuna dell’opera, piccolo capolavoro letterario in effetti, che non ha, in un secolo tanto sospet­to, niente di concettoso. Mascardi non è certo, in questo, figlio del suo tempo; è scrittore positivo, robusto ed essenziale, dal tratto ampio e sicuro, erede semmai della lingua classica del Cinquecento.

    Lo sfondo politico europeo della vicenda è dipinto con esposizione comoda e ragionata, e ne esce poi in primo piano la figura di Andrea Doria «tutto intento a liberar la patria dagli stra­nieri», il che nelle circostanze date poteva significare solo rottu­ra con la Francia e libero accordo con la Spagna e l’Impero. Mascardi vede in ciò, ragionevolmente, la causa della relativa indipen­denza e della prosperità di Genova ma insieme l’esca a tentativi francesi di rivincita. In tale quadro si colloca l’episodio narrato: «Queste cose da me sommariamente descritte, furono la ca­gione vera della congiura».



  Incipit:  La congiura del conte Gio. Luigi de' Fieschi


L'autore:


AGOSTINO MASCARDI

nacque a Sarzana nel 1590. Appena diciottenne vestì l'abito della Compagnia di Gesù, che lo mandò a insegnare retorica a Parma, a Piacenza e infine a Modena, dove diventò poeta degli Estensi. Nonostante l’espulsione (1617) dalla Compagnia di Gesù, continuò l’ascesa: segretario di un cardinale, ebbe l'incarico di leggere un'orazione latina ai cardinali riuniti in conclave per eleggere il successore di Paolo V. Ma commise qualche imprudenza e fu licenziato. A Genova fu «lettore pubblico» della repubblica, incarico da cui derivarono i Discorsi morali su la Tavola di Cebete Tebano (Venezia 1627). Nuovamente al servizio di un cardinale, si spostò a Roma dove scrisse La congiura del conte Gio. Luigi de' Fieschi, che gli procurò fama e denari, e il suo capolavoro: Dell'arte historica (Roma 1636), che Croce considera il «trattato che allora faceva testo». Malato e pieno di rimorsi, Mascardi si ricoverò nella natìa Sarzana dove morì appena cinquantenne.


 

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