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Titolo: | Il cappello del prete |
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| Autore: | Emilio De Marchi | |||||
| Collana: | Giano | |||||
| Pagine: | 248 | |||||
| Formato: | 15x21 | |||||
| Legatura: | brossura cucita | |||||
| Prezzo: | € 12,00 | |||||
| ISBN-10: | 88-95010-02-7 | |||||
| ISBN-13: | 978-88-95010-02-1 | |||||
| Pubblicazione: | giugno 2006 | |||||
| A cura di Francesco De Nicola | ||||||
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Un best-seller di fine ottocento. Nello scenario di Napoli e della sua periferia De Marchi colloca la storia di un delitto. I due protagonisti, U barone e U prevete, sono entrambi esseri abbietti: l’assassino è il barone Carlo Coriolano di Santafusca, un nobile decaduto vizioso, dissoluto e dedito alle pratiche più immorali accennate, sia pure piuttosto pudicamente, nel capitolo intitolato L’orgia dove, tra l’altro, si legge che l’ “onda bionda e spumosa” della Sciampagna “spruzzò i seni delle ragazze” e dove “donne sdraiate e seminude […] fumavano le loro sigarette”; ma oltre a ciò il nobile libertino è anche un darwiniano e acceso materialista, ma anche forte del suo privilegiato ruolo sociale per ritenersi al di sopra della giustizia e delle leggi dello stato. L’assassinato invece è don Cirillo, un prete ricchissimo grazie al lotto e all’usura, pure chiacchierato perché i numeri giusti per vincere al lotto li dà alla bella moglie del cappellaio… Sono in scena, insomma, due squallidi personaggi che rappresentano il peggio della nobiltà e della chiesa, gli istinti più meschini e sfrenati. L'autore: Emilio De Marchi (Milano 1851-1901) laureatosi in lettere, diresse il periodico La buona parola, in cui trattava il problema sociale in termini di educazione morale e di collaborazione tra le classi. L'ideologia religiosa dello scrittore, la cui formazione era stata essenzialmente manzoniana, era contraddetta da uno stato d'animo inquieto e tormentato, che dall'iniziale simpatia per la Scapigliatura lo portò su posizioni vicine al Naturalismo. Fondatore nel 1876 a Milano della rivista Vita Nuova, sulla quale pubblicò i suoi primi racconti, scrisse poi i romanzi Il Cappello del prete (1887), Demetrio Pianelli (1889), Arabella (1893), Giacomo l'idealista (1897), Col fuoco non si scherza (1901). Da Redivivo (1909 postumo), un suo romanzo pubblicato su rivista e poi ripudiato, Pirandello trasse spunto per la vicenda narrata in Il fu Mattia Pascal. |
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