Avendo la modestia (e forse anche la presunzione) di maneggiare un
repertorio linguistico obiettivamente logorato dalle soluzioni di almeno
un secolo di tentativi estetici e di esiti tanto celebri da essere ormai
scontati, De Angelis si affatica attorno alle sue esili, umorali e
spesso moralistiche considerazioni, come il musicista che solfeggia
ostinatamente poche note, e riprova accordi esauriti dalla quotidianità
delle esecuzioni, ma quando coglie nel segno della rappresentazione
sinteticamente originale, egli lascia nel lettore una traccia di
convinta e raggiunta maturità espressiva;
dove in effetti gli ingredienti congeniali al poeta trovano concisione e
raffigurazione adeguata.
Certo sono momenti rari, impennate nella dichiarata, giornaliera ricerca
di una “saggezza” del vivere fra gli avvenimenti del mondo (da Berlino a
Sarajevo) e il peso dell’archivio della propria memoria segnato dai
fatti dell’adolescenza e della gioventù resistenziale presto offuscata.
L'autore:
ARMANDO
DE ANGELIS
nato a Riva Trigoso il 2 gennaio 1927, poeta operaio
(lavoratore ai Cantieri navali di Riva dal 1941 al ’43 e dal 1951 al
1985), militante del PCI dal 1947 sino alla mutazione occhettiana del
partito nel 1990.
Legato all’esperienza del movimento operaio e della
Resistenza, ne trasfonde nella propria poesia - animata da forte vigore
civile e lirico - le aspirazioni, l’etica, le delusioni.
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