Giuseppe Cesare Abba
Titolo: Da Quarto al Volturno - Noterelle d'uno dei Mille - In appendice Maggio 1860  


Autore: Giuseppe Cesare Abba
Collana: Giano
Pagine: 184
Formato: 15x21
Legatura: brossura cucita
Prezzo: € 14,00
ISBN-10: 88-96647-19-3
ISBN-13: 978-88-96647-19-6
Pubblicazione: settembre 2010
Storia risorgimentale a cura di Francesco De Nicola
   
  

Fu Francesco Sclavo, garibaldino e poi colonnello nell'esercito regolare, a consegnare al Carducci alcune pagine delle “Noterelle”. Il poeta così ne scrisse ad Abba il 5 aprile 1880: “Ho letto quasi tutte fra su ’l manoscritto e su le stampe le Note che mi paiono bellissime per l’impronta della verità freschissima che serbano nell’espressione.

Del contenuto non dico, che è il meraviglioso storico. Del pensiero d’intitolare quelle Memorie a me vi ringrazio e me ne tengo onorato”.

All’inizio di giugno del 1880 Zanichelli pubblicò il volume col titolo Noterelle d’uno dei Mille. Il libro raccontava gli episodi accaduti tra il 3 maggio e il 21 giugno 1860; due anni più tardi apparve, ancora presso Zanichelli, la seconda edizione ampliata, questa volta con il titolo Da Quarto al Faro. Noterelle d’uno dei Mille edite dopo vent’anni, che nel tempo si estendeva sino al 20 agosto e infine nel 1891 uscì l’edizione definitiva che si concludeva il 9 novembre e aveva il titolo Da Quarto al Volturno. Noterelle d’uno dei Mille.

Ancora allo Sclavo Carducci aveva scritto il 23 novembre 1873 a proposito di Abba: “Vedere animi e ingegni tali accontentarsi del santo oblio e dell’inerzia come di rifugio, mentre tutti i mediocri e gli inetti e i vigliacchi si arrabattano gridando: ‘Noi abbiamo fatto, noi facciamo, noi faremo l’Italia’, è cosa che fa venire i brividi sull’infamia della generazione che ora predomina”.

Negli ultimi trent’anni di vita Abba si adoperò generosamente per far conoscere le imprese e i personaggi del Risorgimento non solo nelle cerimonie alle quali era invitato come oratore ufficiale, ma anche con numerose opere scritte in particolare per il popolo e per i più giovani, come l’antologia Uomini e soldati. Letture per l’esercito e per il popolo (1890) e Storia dei Mille narrata ai giovinetti (1904).

Quanto più tempo però era trascorso dalle imprese garibaldine, tanto più era aumentato in Abba il risentimento per la progressiva indifferenza delle autorità nei confronti di quanti al seguito del Generale avevano combattuto e si erano sacrificati: questi spunti polemici saranno accentuati nei suoi ultimi scritti: da Vita di Nino Bixio (1905) a Cose garibaldine (1907) alle postume Pagine di storia (1912-13).


Gammarò Incipit:  Da Quarto al Volturno


L'autore:

GIUSEPPE CESARE ABBA

nacque a Cairo Montenotte il 6 ottobre 1838. A dodici anni entrò dagli Scolopi di Carcare che, come scrisse lo stesso Abba in una brevissima autobiografia, «svegliavano all’amore delle lettere, dell’arte e della patria». Il 5 maggio 1860 si imbarcò con i Mille per la Sicilia, ebbe il battesimo del fuoco a Calatafimi, si meritò i gradi di ufficiale nella presa di Palermo partecipò alla battaglia del Volturno. Nell’aprile del 1861 ritornò a Cairo Montenotte dove contribuì a fondare la Società Operaia di Mutuo Soccorso. Nel 1862 si trasferì a Pisa. Nel 1866 fu con Garibaldi in Trentino: a Bezzecca meritò la medaglia d’argento al valor militare. Nel 1867 si ritirò a Cairo Montenotte dove, eletto sindaco, affrontò i problemi più immediati nel campo dell’istruzione, dell’igiene e dell’urbanistica. Per interessamento del Carducci nel 1881 ricevette l’incarico di professore di italiano nel Liceo “Torricelli” di Faenza. Nel 1884 si spostò a Brescia, ove insegnò per ben 26 anni diventando preside dell’Istituto l’Istituto tecnico “Nicolò Tartaglia” e consigliere comunale. A Brescia morì il 6 novembre 1910 all’età di 72 anni. Il 5 giugno 1910 era stato nominato senatore. I suoi funerali furono un’apoteosi per la cittadina lombarda; commovente fu il trasporto al cimitero di Cairo, accanto alle spoglie dei suoi familiari.



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