![]() |
![]() |
![]() |
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
![]() |
Titolo: | Appuntamento con il drago |
![]() ![]() ![]() |
||
| Autore: | Enrico Rovegno | |||||
| Collana: | Maia | |||||
| Pagine: | 120 | |||||
| Formato: | 15x21 | |||||
| Legatura: | brossura cucita | |||||
| Prezzo: | € 12,00 | |||||
| ISBN-10: | 88-95010-43-4 | |||||
| ISBN-13: | 978-88-95010-43-4 | |||||
| Pubblicazione: | aprile 2008 | |||||
| Prefazione di Elena Kostioukovitch | ||||||
|
Un romanzo bello e intenso, in cui la dimensione culturale si sposa con quella fattuale, resa dall’autore prodigiosamente palpabile: l’incendio costiero, il paesaggio ligure del Levante, i nomi e i tipi di una terra che il lettore impara ad amare in modo preciso e consapevole. Come nel romanzo di esordio di Rovegno, Vigilia (ed. Marietti 1987), il cuore pulsante della narrazione è focalizzato nel rapporto padre-figlio, basilare anche in quest’ultimo libro, dove però il padre non è presente fino all’ultimo respiro, anzi è assente dalla vera vita del figlio fin dall’inizio della narrazione. Si crea così un forte legame fra questo testo e il remoto Vigilia, in cui il padre diventava per il figlio accompagnatore e tramite, aiutandolo ad affrontare la vita. Ma qui il padre ha abbandonato le sue cure e non accompagna il figlio: tanto più, dunque, il padre-fuggitivo è ispiratore di una vita piena di eterna ricerca, dell’ambiguità di risposte non date e persino di domande non formulate. Il protagonista, Umberto, è in realtà un nuovo Ulisse, erede degli Ulissi della cultura mondiale. Suo figlio - alter ego del lettore - si associa a quella fuga, alla “regola del quasi”. Nel mito greco Odisseo, nipote di Hermes, è un prodigioso comunicatore, specialista della conversazione. E veramente a Umberto vengono raccontati o in altro modo svelati tanti misteri (tra cui la fantastica storia di Remo, che questa volta non viene ucciso dal fratello/amico fraterno, ma lo uccide... per diventare vittima, a distanza di anni, della vendetta del morto). Un eroe di tale fatta è un felicissimo tramite tra il lettore e il mondo complesso del vissuto e del subconscio. Un mondo, quello narrato da Rovegno, tragico, come appunto il milieu in cui naviga Ulisse: per l’antico eroe c’erano draghi, stregoni, forze indomate e feroci, come Poseidone e Polifemo... Per vincerli Umberto-Ulisse non ha dalla sua Atena, la ragione, ma nel fondo della sua disperata solitudine gli verrà offerto un aiuto imprevedibile e prezioso. Tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo il soggetto omerico, come si sa, venne rivisto in continuazione sia da scrittori (ci limitiamo a citare Joyce) sia da pittori (Boecklin, Turner). Mi pare che oggi questo romanzo aggiunga un’altra frase a questo dialogo, naturalmente una frase distaccata dalle vecchie problematiche, e piena delle nuove. C’è del grottesco (un cuoco quasi cannibale), del tragicomico (l’incontro con la sirena...). C’è un eroe prigioniero dell’accidia, e il suo appuntamento con il drago è di quelli che non si possono dimenticare o rimandare: forse lo specchio dell’uomo del nostro tempo. È la nuova intonazione di un canto antico, che merita di essere captato e capito da tanti lettori.
dalla Prefazione di Elena Kostioukovitch L'autore: Enrico Rovegno: nato a Genova nel 1950, si è laureato presso l’Università di Genova con una tesi su La luna e i falò di C. Pavese, e ha poi collaborato con il dipartimento di Italianistica pubblicando un saggio montaliano e uno studio su Caproni. Ha pubblicato romanzi, racconti, poesie. Ha collaborato con recensioni, articoli e saggi alle riviste «Rassegna della letteratura italiana» diretta da W. Binni, «Resine», «Quinta generazione», «Nuova prosa», e al quotidiano «Avvenire». Notizie giornalistiche:
PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "CITTA' DI CHIAVARI" 2008
VINCE
APPUNTAMENTO CON IL DRAGO di ENRICO ROVEGNO
Gammarò editori, Sestri Levante 2008
Chiavari, sabato 29 novembre 2008 ore
16,00
Auditorium S. Francesco di Chiavari, Piazza Matteotti
Il Comune di Chiavari e il Circolo Culturale “Pedale e
Forchetta” proclamano il vincitore del XXXI Premio Letterario
“CITTA’ DI CHIAVARI”, nato nel 1968 dall'iniziativa di un gruppo di
amici che condividevano interessi comuni per il ciclismo, la buona
tavola e la cultura: la Manifestazione intende, dunque, valorizzare
lo Sport e l’enogastronomia intesi come fattori di civiltà.
Con il Patrocinio di:
REGIONE LIGURIA, Assessorato alla cultura Provincia di
Genova. Con il contributo del Banco di Chiavari e della Riviera
Ligure e del Gruppo Banca CARIGE, con la collaborazione del Liceo
Marconi Delpino, Istituto Caboto, Istituto d’Arte e I.T.I.G in
Memoria dei Morti della Patria.
La giuria tecnica
presieduta dal Prof. Francesco De Nicola, docente di
Letteratura Italiana presso l’Università di Genova, è composta da
Michel David, Salvatore Di Meglio, Goffredo Feretto, Dario G.
Martini, Piero Negri, Ermanno Paccagnini, Federica Pastorino,
Giuseppe Pederiali e Cesare Viazzi. La
seconda Giuria
è invece formata da Assessori alla Cultura della Regione Liguria e
della Provincia di Genova, dal Sindaco di Chiavari, e da 12 lettori
scelti fra gli studenti delle scuole superiori del comprensorio.
Tra i tre testi finalisti - Luca Ricci “la persecuzione del
rigorista” edizioni Einaudi; pan class="style41">Enrico Rovegno
“Appuntamento con il drago” edizioni Gammarò; Pier C. Torre “Bruno
Arcari. L’ultimo guerriero” Liberodiscrivere® edizioni - ha avuto la
meglio il DRAGO di ROVEGNO, al quale Sestri d'autore porge
i migliori complimenti.
"Quella
volta si trovava a Barcellona, e il cutter sul quale lavorava era
ormeggiato a uno dei moli del porto vecchio. Serata di libertà, che
non aveva voglia di passare con gli altri membri dell'equipaggio,
dopo averne ascoltato i propositi bellicosi a suon di ramblas e te
quiero e besame mucho: lui si era scelto una trattoria in un vicolo
di Barceloneta, attirato dal menu scritto con il gesso sopra una
lavagnetta, come dalle sue parti, e dalle tovaglie a riquadri
bianchi e rossi sui tavolini di legno, che a prima vista sembravano
immacolate. C'era un sottofondo musicale di chitarra mantenuto a un
volume discreto. Circolava sui tavoli una zarzuela che aveva un
aspetto magnifico, e un vino sfuso, che naturalmente aveva subito
assaggiato, di almeno tredici gradi..."
(Enrico
Rovegno, Appuntamento con il Drago, cap.V)
NON PERDERE LA CONTINUAZIONE DEL LIBRO
ORDINANDO
APPUNTAMENTO CON IL DRAGO
|
||||||
|
|