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Emilio De Marchi
(Milano 1851-1901)
laureatosi in lettere, diresse il periodico La buona
parola, in cui trattava il problema sociale in termini di
educazione morale e di collaborazione tra le classi. L'ideologia
religiosa dello scrittore, la cui formazione era stata essenzialmente
manzoniana, era contraddetta da uno stato d'animo inquieto e tormentato,
che dall'iniziale simpatia per la Scapigliatura lo portò su posizioni
vicine al Naturalismo. Fondatore nel 1876 a Milano della rivista Vita Nuova, sulla quale pubblicò i suoi primi racconti, scrisse poi i
romanzi Il Cappello del prete
(1887), Demetrio Pianelli
(1889), Arabella (1893),
Giacomo l'idealista (1897),
Col fuoco non si scherza (1901). Da
Redivivo (1909 postumo), un
suo romanzo pubblicato su rivista e poi ripudiato, Pirandello trasse
spunto per la vicenda narrata in Il fu Mattia Pascal.
Cliccando
sull'immagine a fianco si verrà indirizzati su Vikipedia ove la
biografia dell'autore è più compiutamente trattata. Da notare, in
fondo alla stessa pagina, la segnalazione dell'opera Il cappello del
prete pubblicata
dalla Gammarò editori.
Frasi
Celebri di Emilio De Marchi
Bontà/Malvagità: La pazienza dei popoli è la mangiatoia dei
tiranni.
Donne: Il bisogno che fa gli uomini cattivi, fa brutte le donne
Denaro: Il denaro non è l'idea, ma ne compera i padroni.
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