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CESARE DE MARCHI è nato nel 1949 a Genova, dove ha trascorso la prima giovinezza, e si è laureato in filosofia a Milano; nella città lombarda, in cui sono ambientati due dei suoi quattro romanzi, ha vissuto fino al 1995, allorché si è trasferito in Germania, dove attualmente risiede. Dal 2003 è presidente della Società Dante Alighieri di Stoccarda. Le sue prime prove narrative edite sono L'ora di memoria (Studio Colophon, Milano 1981) e i racconti apparsi su «Nuova Prosa» (la rivista letteraria di cui è stato promotore nel 1987) e su altri periodici. A un più ampio pubblico è arrivato con l´autobiografia infantile Il bacio della maestra (Sellerio, Palermo 1992), cui sono seguiti il romanzo pseudo-poliziesco La malattia del commissario (Sellerio, Palermo 1994; trad. fr. La maladie du commissaire, Gallimard/L’Arpenteur, Paris 2002), Il talento (Feltrinelli, Milano 1997), con il quale nel 1998 ha vinto i premi letterari Campiello e Comisso, Una crociera (Feltrinelli, Milano 2000), i tre racconti di Fuga a Sorrento (Feltrinelli, Milano 2003) e da ultimo il romanzo La furia del mondo, per il quale ha ottenuto i premi Frignano e Dessì.
Oltreché come narratore, De Marchi si è fatto apprezzare anche per la
sua attività di studioso e traduttore, soprattutto in ambito
germanistico: dai primi saggi sul giovane Hegel e sulla filosofia di
Schiller alle traduzioni e agli studi dedicati a Fontane (Amori,
errori,
Mondadori, Milano 1982), al cardinal di Retz (La
congiura del conte Fieschi,
Sellerio, Palermo 1990), Grillparzer (Guai
a dire bugie!,
Greco&Greco, Milano 1991), nuovamente Schiller (Kallias
o della bellezza,
Mursia, Milano 1993), poi Thomas Mann (Tonio
Kröger
e
Tristano,
in attesa di pubblicazione), le voci di letteratura tedesca scritte per
l'Enciclopedia della letteratura
De Agostini (1997), quindi Balzac (Il
padre Goriot,
Feltrinelli, Milano 2004), Schnitzler (Novelle,
Feltrinelli, Milano 2006), e infine il capolavoro dell´umanesimo
tedesco, le
Epistolae obscurorum virorum,
di cui ha reso il latino maccheronico in un interessante impasto
linguistico arcaico-popolareggiante (Lettere
d'uomini oscuri,
BUR, Milano 2004). Fra gli altri suoi lavori critici va ricordata
l’edizione critica de
La Giulietta
di Luigi Da Porto (Classici Giunti, Firenze 1994).
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